Cinque zoo europei che nel 2026 cambieranno volto

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Il 2026 segnerà un momento di svolta per numerosi zoo europei. Non si tratta di annunci o progetti lontani, ma di trasformazioni già in atto, con cantieri avviati e nuove aree pronte a entrare in funzione. In diversi casi, questi interventi rappresentano il risultato di anni di pianificazione e ridefiniscono in modo profondo il ruolo degli zoo come centri di conservazione, educazione e ricerca.

Zoo di Zurigo, primo passo verso la “Ndoki Forest”

Il progetto più ambizioso è senza dubbio quello dello Zoo di Zurigo, che nel 2026 vedrà l’avvio concreto del complesso Ndoki, parte del più ampio masterplan “Zoologischer Garten 2050”. In questa prima fase verrà realizzato il cosiddetto Ndoki Garden, un ambiente forestale che anticipa la futura grande foresta africana del parco.

L’area ospiterà in prospettiva specie come gorilla di pianura occidentali, okapi e ippopotami pigmei, con habitat progettati per favorire comportamenti naturali complessi. Le strutture includeranno ampie superfici vegetate, sistemi di gestione climatica e zone di osservazione non invasive. Nel 2026 saranno già visibili le prime serre, i terrazzamenti e le infrastrutture necessarie alla crescita della vegetazione che costituirà l’ossatura del futuro habitat.

Zoo di Łódź, la nuova Savana africana

A Łódź, in Polonia, prende forma una delle più grandi espansioni zoologiche dell’Europa centro-orientale. La nuova area Savanna, in apertura progressiva dal 2026, ospiterà un complesso sistema di ambienti aperti dedicati a specie africane di grandi dimensioni.

Tra gli animali previsti figurano giraffe, zebre, antilopi, struzzi e altre specie compatibili con la convivenza in spazi condivisi. Il progetto prevede ampie superfici erbose, zone di rifugio e percorsi sopraelevati per i visitatori, pensati per garantire osservazioni ravvicinate senza barriere visive invasive. L’intervento segna un passaggio decisivo per lo zoo polacco, che compie un salto di scala verso standard espositivi internazionali.

Zoo di Lipsia, l’evoluzione con “la terra del fuoco”

Nel quadro del masterplan Zoo der Zukunft, lo Zoo di Lipsia sta sviluppando una nuova area tematica dedicata agli ambienti freddi e subpolari, denominata Feuerland. Il progetto, la cui apertura è prevista nel 2026, rappresenta una delle evoluzioni più significative del parco negli ultimi anni. L’area sarà ispirata agli ecosistemi della Terra del Fuoco e ospiterà specie adattate ai climi freddi, tra cui leoni marini e pinguini, inserite in ambienti acquatici complessi e altamente immersivi.

L’intervento si inserisce nella strategia di lungo periodo del parco, che punta a raccontare gli ecosistemi attraverso grandi mondi tematici coerenti, in cui architettura, paesaggio e comportamento animale sono progettati come un unico sistema. Con Feuerland, lo Zoo di Lipsia rafforza il proprio ruolo di riferimento europeo nella progettazione zoologica contemporanea.

ZooParc de Beauval, tra fauna selvatica e biodiversità agricola

Nel 2026 lo ZooParc de Beauval amplierà la propria offerta con due nuove aree tematiche che rafforzano ulteriormente il suo ruolo di riferimento in Europa. La prima, Les Terres Rouges, sarà dedicata agli ambienti australiani e ospiterà specie come wombatwallaby delle roccecanguri rossi ed emu, ricreando paesaggi ispirati al bush e alle zone aride del continente.

Accanto a questa nascerà Bucolia, un’area pensata per valorizzare la biodiversità agricola e le razze domestiche tradizionali. Qui troveranno spazio pecore, capre, conigli, asini e altre specie rurali, in un contesto che unisce divulgazione, educazione ambientale e rapporto tra uomo e animali. Le due nuove aree, previste per la primavera 2026, rafforzano il ruolo di Beauval come uno dei poli zoologici più dinamici d’Europa, capace di coniugare conservazione, didattica e varietà espositiva.

Zoo di Barcellona, dalla riflessione al cambiamento concreto

Il caso dello Zoo di Barcellona è forse il più complesso. Per anni il futuro della struttura è stato oggetto di un ampio dibattito pubblico e politico, legato alla sua collocazione urbana e al ruolo stesso dello zoo nella società contemporanea. Questo lungo percorso non è stato frutto di immobilismo, ma della necessità di ridefinire in modo condiviso la missione dell’istituzione.

Il nuovo corso prevede una progressiva trasformazione degli spazi, con l’eliminazione di strutture obsolete, la creazione di habitat più ampi e coerenti e una maggiore attenzione agli ecosistemi mediterranei. A partire dal 2026 inizieranno a essere visibili i primi interventi concreti, segnando il passaggio dalla fase di riflessione a quella operativa.

Uno scenario in evoluzione

Nel loro insieme, questi progetti delineano un cambiamento profondo nel modo in cui gli zoo europei si stanno ridefinendo. Il 2026 non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase in cui progettazione, conservazione e divulgazione scientifica convergono in maniera sempre più concreta. I cantieri aperti oggi sono il segnale più evidente di questa trasformazione.

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