Cinque piccoli di speoto (Speothos venaticus) hanno iniziato a uscire dalla tana al Chester Zoo, mostrando per la prima volta al pubblico l’unica cucciolata della specie nata nel Regno Unito finora nel 2026.
I piccoli sono nati circa un mese fa da Molly, femmina di quattro anni, dopo una gestazione di 65 giorni. Ora stanno diventando progressivamente più sicuri e cominciano a esplorare l’ambiente insieme ai genitori e ai fratelli e alle sorelle più grandi.
«In questa fase sono semplicemente delle piccole patate pelose. Barcollano un po’ in giro, ma per la maggior parte del tempo rimangono tutti ammucchiati insieme», racconta Richard Tyson, keeper dei carnivori al Chester Zoo.
«Non passerà molto tempo prima che inizino a mangiare cibo solido e nelle prossime settimane cominceremo a proporre loro piccoli pezzi di pollo o coniglio da assaggiare».
Alla nascita i cinque piccoli pesavano tra 120 e 150 grammi, all’incirca quanto una scatoletta di sardine.
Nelle prime settimane il team ha lasciato Molly e la nuova famiglia indisturbate in una delle tre tane, tanto che inizialmente non si sapeva con precisione quanti piccoli fossero nati. Uno dei primi segnali del buon esito della nascita è arrivato proprio dai loro richiami: i piccoli di speoto emettono suoni acuti e cinguettanti che possono sorprendentemente ricordare quelli degli uccelli.



Una famiglia molto presente
Con i cinque piccoli sempre più attivi, anche i fratelli e le sorelle maggiori hanno cominciato a interessarsi ai nuovi arrivati.
«I fratelli e le sorelle più grandi amano spostare i piccoli, ma hanno zampe piuttosto corte e quindi non riescono a sollevarli completamente da terra. Finiscono per sballottarli un po’ e a quel punto si sentono molti squittii», spiega Tyson.
«È allora che arriva Molly e li rimprovera. Anche papà Charlie si è dimostrato protettivo. È tutto normale: la famiglia va d’accordo e i piccoli sembrano in salute».
Gli speoti vivono in gruppi familiari e sono presenti in diverse aree dell’America Latina, in ambienti che comprendono savane umide e praterie aperte. Nonostante l’ampia distribuzione geografica, in molte zone la specie è rara.
Tra le principali pressioni figurano la perdita e il degrado dell’habitat, la caccia e le malattie. Il Chester Zoo indica inoltre l’espansione della produzione di soia tra le attività che esercitano pressione sugli habitat utilizzati dagli speoti e da altre specie selvatiche in alcune aree del Sud America.
Nel programma europeo di conservazione
I cinque nuovi arrivati fanno parte di un programma europeo di conservazione che punta a mantenere una popolazione geneticamente sana di speoti sotto cura umana.
Attualmente sono gli speoti più giovani presenti nel Regno Unito. Dall’inizio dell’anno in Europa ne sono nati 25: la cucciolata di Chester rappresenta quindi un quinto di tutte le nascite registrate finora nel 2026.
Il Chester Zoo lavora inoltre con diverse organizzazioni partner in America Latina per la tutela della fauna e degli habitat. Durante le attività di monitoraggio in Brasile, i team impegnati nei progetti di conservazione hanno anche documentato speoti in natura attraverso fototrappole e sostengono ricerche sugli effetti della coltivazione della soia sulla fauna selvatica.
«Stiamo lavorando a progetti su scala territoriale in America Latina pensati per sostenere diverse specie, tra cui gli speoti», spiega Paul Bamford, Regional Field Programme Senior Manager per i programmi di conservazione del Chester Zoo in America Latina.
«La coltivazione della soia è stata identificata come una delle principali minacce per le popolazioni di speoto, ma ricerche come questa possono aiutarci a comprenderne gli effetti sulla fauna selvatica e contribuire a definire standard produttivi migliori per il settore.
«Speriamo che i piccoli nati al Chester Zoo aiutino le persone a scoprire una specie di cui forse non hanno mai sentito parlare e a comprendere perché sia importante proteggere la fauna e gli habitat dell’America Latina».
