A un’età che ha già superato l’aspettativa di vita della sua specie, Camilla è diventata nuovamente madre. L’ippopotama del Parco Natura Viva, che ha quasi 55 anni ed è la più anziana d’Europa, ha dato alla luce il suo quindicesimo piccolo.
Nato dopo otto mesi di gestazione, secondo il parco il nuovo arrivato è l’unico ippopotamo nato in Italia dal 2021.
A dieci giorni di vita pesa circa 50 chilogrammi, contro i circa 2.500 della madre. Trascorre buona parte del tempo in acqua, dove viene allattato, ma ha già iniziato a cimentarsi nei primi incerti passi sulla terraferma per seguire Camilla.
Per il momento la madre non permette agli altri componenti del gruppo di avvicinarsi al nuovo arrivato, né dentro né fuori dall’acqua, e questo comportamento dovrebbe proseguire ancora per alcune settimane.


Camilla vive al Parco Natura Viva dal 1976
«Camilla è arrivata al Parco Natura Viva nel 1976, appena 3 anni dopo l’apertura del primo safari», ricorda Camillo Sandri, direttore zoologico del Parco Natura Viva. «È con noi da cinquant’anni, ha seguito tutta l’evoluzione del parco dai primi anni della sua apertura ai giorni nostri e le abbiamo visto allevare già 14 piccoli, con una dedizione impeccabile. Ma a questa età, che è già oltre l’aspettativa di vita di un ippopotamo, nessuno avrebbe mai pensato che fosse addirittura ancora in grado di riprodursi».
Dopo otto mesi di gestazione, Camilla ha partorito autonomamente in acqua e per i primi tre giorni non ha mai lasciato il laghetto.
«Dopo 8 mesi di gravidanza, Camilla ha partorito autonomamente in acqua. Non si è mossa dal laghetto per i primi 3 giorni di vita del piccolo e ha iniziato a uscire per mangiare solo quando lui è stato in grado di seguirla, nonostante l’andatura incerta e lo sforzo dei primi giorni di vita», spiega Sandri.
Quando il piccolo si stanca, la madre rimane immobile e gli offre il proprio muso come appoggio, permettendogli di mantenersi a galla senza consumare troppe energie.
«Così, mentre a un occhio inesperto possono sembrare un unico grande sasso che affiora dall’acqua, i due restano immobili per molte ore, per proteggersi anche dal sole, rinfrescandosi. Ed è proprio dalla disponibilità di acqua che dipende la sopravvivenza di questa specie anche in natura», conclude Sandri.
Ippopotami vulnerabili in natura
L’ippopotamo comune (Hippopotamus amphibius) è classificato come Vulnerabile nella Lista Rossa IUCN.
Nei 39 Paesi africani in cui è ancora presente, la specie continua a subire gli effetti della perdita e della frammentazione degli habitat d’acqua dolce, a cui si aggiungono inquinamento, attività estrattive e caccia.
Un’ulteriore pressione è rappresentata dal commercio dei denti. I grandi canini e incisivi dell’ippopotamo sono infatti una fonte di avorio e il loro valore commerciale è cresciuto anche in seguito alle restrizioni imposte al commercio dell’avorio di elefante.
Tra il 2009 e il 2018, secondo i dati riportati dal Parco Natura Viva, il commercio internazionale registrato dalla CITES ha interessato parti e derivati riconducibili a circa 13.900 ippopotami.
Per Camilla, intanto, la nascita aggiunge un nuovo capitolo a una storia riproduttiva eccezionalmente lunga: dopo cinquant’anni trascorsi al Parco Natura Viva e 14 piccoli già cresciuti, ora si prende cura del quindicesimo.
