«Lascialo, non portarlo via»: lo Zoo di Varsavia contro i “salvataggi” inutili dei giovani animali selvatici

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Un giovane uccello a terra o un leprotto solo nell’erba non sono necessariamente animali da salvare. Lo Zoo di Varsavia torna a chiedere alle persone di non prelevare i giovani animali selvatici dal loro ambiente senza aver prima verificato che siano realmente feriti, malati o rimasti senza genitori.

È il messaggio della quarta edizione della campagna “ZOOstaw, NIE porywaj!”, promossa dallo Zoo di Varsavia insieme al centro di riabilitazione per gli uccelli autoctoni protetti Ptasi Azyl, alle Foreste municipali di Varsavia e alla Polizia municipale della capitale polacca.

La campagna 2026 si concluderà con un evento per le famiglie allo Zoo di Varsavia, durante il quale esperte ed esperti spiegheranno come comportarsi quando si incontra un giovane animale selvatico e, soprattutto, come capire se abbia davvero bisogno dell’intervento umano.

Ogni primavera la Polizia municipale riceve centinaia di segnalazioni riguardanti giovani uccelli e mammiferi che, a prima vista, sembrano soli e indifesi. Ma trovare un animale senza i genitori accanto non significa necessariamente che sia stato abbandonato: spesso gli adulti si trovano nelle vicinanze, anche se non sono visibili.

Prelevare inutilmente un giovane animale può quindi provocare più danni che benefici, privandolo delle cure parentali e della possibilità di apprendere comportamenti indispensabili per sopravvivere in natura.

Quasi 9mila uccelli accolti in otto mesi

A mostrare le dimensioni del fenomeno sono i dati del centro di riabilitazione Ptasi Azyl. Da gennaio alla metà di agosto 2026 sono arrivati 8.770 uccelli: 3.325 piccioni e 5.445 individui appartenenti a specie protette e ad altre specie.

Tra questi ultimi, il 64% era costituito da giovani uccelli. La maggior parte non presentava ferite o sintomi di malattia: si trattava soprattutto di giovani caduti o usciti dal nido.

In situazioni simili, spiegano gli organizzatori della campagna, l’intervento umano non è sempre necessario. Se il nido esiste ancora e il giovane è in buone condizioni, può essere possibile rimetterlo al suo interno anziché portarlo in un centro di riabilitazione.

Il problema riguarda anche i mammiferi selvatici. Dall’inizio del 2026 al 24 agosto, il Centro di riabilitazione della fauna selvatica delle Foreste municipali di Varsavia ha accolto 1.466 animali, il 46% dei quali giovani. Come negli anni precedenti, una parte di loro era stata prelevata inutilmente dall’ambiente naturale.

Aiutare non significa sempre portare via un animale

La campagna invita quindi a valutare attentamente la situazione prima di intervenire. Trovare un giovane animale fuori dal nido o dalla tana non significa automaticamente che sia in difficoltà.

Prima di raccoglierlo è necessario capire se sia realmente ferito, malato o orfano e considerare la possibilità che i genitori siano ancora nelle vicinanze.

È proprio questo il principio alla base di “ZOOstaw, NIE porywaj!”: aiutare responsabilmente un animale selvatico non significa necessariamente portarlo via. In molti casi, la scelta migliore è lasciarlo dov’è.

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