Addio a Sam Neill, il paleontologo di Jurassic Park: ecco come 33 anni di scoperte hanno cambiato la nostra conoscenza dei dinosauri

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«Quando Jurassic Park uscì nelle sale, rappresentava il primo film in grado di trasformare la conoscenza paleontologica in una narrazione capace di raggiungere milioni di persone», spiega Michela Cogo, responsabile Education del parco Natura Viva, dove il percorso Jurassic Adventure che si estende su una superficie di due ettari a Verona, racconta l’evoluzione della ricerca attraverso 35 ricostruzioni di dinosauri a grandezza naturale, realizzate sotto la supervisione del paleontologo Cristiano Dal Sasso, tra i massimi esperti europei di dinosauri, e del paleontologo Simone Maganuco.

Molte delle scene e delle specie che hanno reso Jurassic Park un’icona del cinema verrebbero raccontate in modo diverso. A partire dal celebre “Se non ti muovi, non ti vede”, pronunciato da Sam Neill, il celeberrimo “dottor Alan Grant”, durante la prima indimenticabile fuga dal T-rex.

“Se non ti muovi, non ti vede”

«Dal primo film di Spielberg, la scienza ha aggiornato le proprie certezze alla luce di nuove scoperte. Basti pensare alla celebre frase pronunciata da Alan Grant durante l’indimenticabile fuga dal Tyrannosaurus rex, “Se non ti muovi, non ti vede”: oggi sappiamo che il Tyrannosaurus rex possedeva una visione binoculare estremamente sviluppata e che quella scena non troverebbe riscontro nelle conoscenze scientifiche attuali.

Lo stesso è accaduto ai Velociraptor, che il film mostrava come grandi rettili dalla pelle squamosa e che oggi vengono ricostruiti come animali molto più piccoli e ricoperti da un fitto piumaggio. Anche il Dilophosaurus non sputava veleno né possedeva il caratteristico collare mostrato sul grande schermo, mentre il recupero del DNA da insetti conservati nell’ambra, alla base della trama della saga, è oggi ritenuto scientificamente non verosimile.

Persino lo Spinosaurus, il gigantesco predatore che Alan Grant affronta in Jurassic Park III, viene interpretato in modo molto diverso rispetto al passato: le ricerche più recenti lo descrivono come un dinosauro con marcati adattamenti alla vita acquatica, una rivoluzione scientifica alla quale ha contribuito in modo determinante anche Cristiano Dal Sasso stesso, tra i paleontologi che – con le proprie scoperte – hanno maggiormente ridefinito la conoscenza di questa specie».

Con la scomparsa di Sam Neill scompare il volto che ha accompagnato milioni di persone alla scoperta dei dinosauri. Trentatré anni dopo però, è ancora viva la più grande intuizione di Jurassic Park: rendere la paleontologia una storia capace di appassionare il grande pubblico.

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