Dopo oltre sette mesi di lavori, il Burgers’ Zoo di Arnhem ha riaperto al pubblico con il più grande deserto roccioso al coperto del mondo, completamente rinnovato. L’iconico ecosistema, inaugurato nel 1994 e ispirato ai deserti nordamericani di Sonora e Mojave, si presenta oggi con un nuovo ingresso, percorso ampliato di 7.500 m² complessivi, habitat rinnovati, 145 specie diverse di cactus e più di 30 specie animali rappresentate.
Il progetto di riqualificazione era iniziato nel novembre 2025 con l’obiettivo di rendere l’area più accessibile e immersiva, senza rinunciare alla filosofia che ha reso celebre il parco zoologico olandese: ricreare ecosistemi completi nei quali piante, animali e paesaggi convivono in modo il più possibile naturale.
Un nuovo percorso tra canyon, cactus e rettili
La principale novità riguarda il percorso di visita. L’accesso al Desert avviene ora attraverso un nuovo ingresso situato accanto all’area degli elefanti, molto più visibile rispetto al precedente passaggio sotterraneo che collegava Bush e Desert. Anche l’uscita è stata riprogettata per rendere la visita più intuitiva.
L’ex Desert Restaurant è stato demolito per lasciare spazio a nuovi habitat e ampliare il paesaggio roccioso. Tra le novità spicca un grande recinto open-top, progettato per dare l’impressione che gli animali si muovano liberamente tra le rocce senza barriere visibili. Qui trovano posto nuove specie di rettili e tartarughe tipiche dei deserti del Nord America, tra cui la testuggine del deserto (Gopherus agassizii), protagonista dell’inaugurazione ufficiale dell’area rinnovata.
Il più grande deserto indoor del mondo
Il Burgers’ Desert rappresenta uno dei sette grandi ecosistemi immersivi del parco e continua a essere considerato il più grande deserto roccioso coperto del pianeta. All’interno della struttura crescono giganteschi saguari, agavi, yucche, opunzie e numerose altre specie vegetali provenienti dagli ecosistemi desertici del sud-ovest degli Stati Uniti e del Messico.
Un ecosistema nato da un viaggio nel deserto americano
Il Burgers’ Desert non è soltanto una grande serra tematica, ma il risultato di un lungo lavoro di ricerca sul campo. Prima della sua inaugurazione, avvenuta nel 1994, il team del Burgers’ Zoo visitò direttamente i deserti di Sonora e Mojave per studiarne la geologia, la vegetazione e le caratteristiche climatiche. Quelle osservazioni permisero di ricreare ad Arnhem un paesaggio sorprendentemente fedele all’originale.
Le imponenti pareti rocciose furono modellate da specialisti per riprodurre canyon, letti di torrenti asciutti e affioramenti tipici dei deserti nordamericani, mentre la copertura della struttura è costituita da grandi cuscini trasparenti che lasciano filtrare la luce naturale, indispensabile per la crescita delle piante desertiche. A oltre trent’anni dalla sua apertura, il Desert continua così a rappresentare uno degli ecosistemi zoologici più iconici e innovativi d’Europa.
Un restyling pensato per il futuro
La ristrutturazione non ha modificato soltanto il percorso del pubblico, ma ha aggiornato un ecosistema inaugurato oltre trent’anni fa per adattarlo alle nuove esigenze degli animali e dei visitatori. I lavori hanno interessato impianti, percorsi, recinti e infrastrutture, con l’obiettivo di mantenere il Desert tra gli ecosistemi zoologici più spettacolari d’Europa.
Con la riapertura, il Burgers’ Zoo rilancia così una delle sue attrazioni simbolo, confermando la propria vocazione nella realizzazione di grandi ecosistemi immersivi che permettono al pubblico di esplorare habitat naturali senza uscire dai Paesi Bassi.
