Allo Zoo di Praga sta crescendo un piccolo di capovaccaio (Neophron percnopterus) dalla storia particolare. I suoi genitori, Brok e Qalamoon, provengono entrambi dalla natura e sono sopravvissuti a catture illegali e gravi ferite in Medio Oriente. Per salvarli è stata necessaria una collaborazione durata anni che ha coinvolto decine di persone in cinque Paesi.
Arrivati a Praga nel 2022, i due capovaccai si sono ripresi, hanno formato una coppia e quest’estate hanno avuto il loro primo piccolo. È un maschio, si chiama Kali ed è nato il 12 luglio.
La sua nascita assume un significato particolare proprio per ciò che è accaduto ai genitori prima del loro arrivo a Praga.
Brok era stato trovato nel settembre 2021 dai ranger della Society for the Protection of Nature in Lebanon (SPNL). Insieme ad altri due capovaccai era detenuto illegalmente in una fattoria in Libano. Uno dei tre ha potuto essere liberato, mentre Brok e un altro maschio, Loki, presentavano fratture alle ali ormai saldate e pallini di piombo nel corpo che ne impedivano il ritorno in natura.
Entrambi sono arrivati allo Zoo di Praga nel giugno 2022. Loki è stato successivamente trasferito in Francia, mentre Brok è rimasto nella capitale ceca.
«Gli ho rimosso tre pallini dal corpo, mentre altri sei probabilmente vi rimarranno per sempre. Sono incapsulati e l’operazione sarebbe rischiosa», spiega la veterinaria Helena Vaidlová.
Nel tempo, i livelli di piombo nel sangue degli avvoltoi salvati sono progressivamente diminuiti, ma il loro caso sta permettendo anche di approfondire le possibili conseguenze del metallo sulla riproduzione.
«Non sappiamo ancora quanto il piombo influenzi la riproduzione, cioè quale sia la soglia oltre la quale si riducono la fertilità e lo sviluppo degli embrioni. Tutto questo è oggetto di ulteriori test. All’estero non abbiamo termini di confronto, perché per questa specie si tratta della prima ricerca sistematica di questo tipo», aggiunge Vaidlová.
Qalamoon, dalla Siria al programma europeo
Anche Qalamoon, la madre di Kali, ha alle spalle una storia difficile. Era stata catturata in Siria durante la migrazione, nel 2019 o nel 2020, e nel 2021 era stata trovata in una struttura illegale insieme a un altro giovane capovaccaio.
Il giovane si è ripreso ed è tornato in natura, mentre la femmina adulta presentava un problema all’ala che ne impediva il rilascio.
Dopo un complesso iter, è stata trasportata da Damasco a Praga passando per Beirut e Istanbul, dove è arrivata nel settembre 2022. Chiamata Qalamoon, come la catena montuosa al confine tra Siria e Libano, è diventata il primo capovaccaio proveniente dalla Siria a entrare nel programma europeo di riproduzione e, secondo lo Zoo di Praga, il primo uccello proveniente dal Paese a entrare in un EEP.
Al suo arrivo presentava segni di infezione e artrosi all’ala sinistra, conseguenza di una ferita mai trattata. Dopo il miglioramento delle condizioni e un mese di quarantena, è stata trasferita nella voliera destinata alla formazione delle coppie.
È qui che ha scelto Brok.
«Allo Zoo di Praga ci piace dire che la conservazione della natura non dovrebbe conoscere confini nazionali e questo successo è la traduzione in pratica di questa idea. Grazie alla disponibilità delle autorità locali, all’impegno di chi lavora nella conservazione e alla collaborazione di lunga data con i colleghi bulgari, che coordinano questi trasferimenti senza precedenti di rapaci feriti verso l’Europa, queste storie quasi cinematografiche possono avere un lieto fine», afferma Antonín Vaidl, curatore degli uccelli dello Zoo di Praga e coordinatore dell’EEP della specie.




Kali cresce con una madre adottiva e un pupazzo
Quest’anno Qalamoon ha deposto, inaspettatamente proprio nella voliera in cui si era formata la coppia, un uovo fecondato. Considerato il luogo poco adatto e il valore dell’uovo, è stato trasferito in incubatrice.
Kali è nato il 12 luglio. Data l’inesperienza di Brok e Qalamoon, il piccolo è stato affidato a Debora, una femmina che aveva già svolto in passato il ruolo di madre adottiva.
La sua alimentazione è stata inoltre integrata utilizzando un pupazzo che riproduce la testa di un capovaccaio adulto. Si tratta di una tecnica già sperimentata che permette al personale di alimentare il piccolo evitando che sviluppi un imprinting sulla figura umana.
Kali sta crescendo e il suo aspetto comincia già a ricordare quello di un adulto, anche se raggiungerà il piumaggio definitivo soltanto all’inizio del prossimo decennio.
In futuro il giovane maschio dovrebbe trasferirsi in un’altra struttura zoologica europea per contribuire alla popolazione gestita nell’ambito del programma europeo. Brok e Qalamoon resteranno invece a Praga, dove potrebbero riprodursi nuovamente.
Una seconda possibilità per gli avvoltoi che non possono tornare in natura
Il capovaccaio è l’unica specie migratrice di avvoltoio presente in Europa. Ogni anno può percorrere fino a 5.000 chilometri tra le aree riproduttive dell’Europa meridionale e quelle di svernamento in Africa.
Durante la migrazione molti individui muoiono in seguito a collisioni con linee elettriche e turbine eoliche oppure vengono catturati o abbattuti illegalmente. Quando le conseguenze delle ferite rendono impossibile il ritorno in natura, la collaborazione tra organizzazioni locali e strutture zoologiche può offrire agli animali una seconda possibilità e consentire loro di contribuire alla conservazione della specie.
Nel salvataggio di Brok e Qalamoon sono state coinvolte, tra le altre, la Bulgarian Society for the Protection of Birds (BSPB), la Society for the Protection of Nature in Lebanon (SPNL), la Syrian Society for the Conservation of Wildlife (SSCW) e BirdLife International Middle East (BLIME).
Lo Zoo di Praga coordina l’EEP del capovaccaio e ha registrato finora 40 nascite della specie. Parallelamente sostiene programmi di reintroduzione: in collaborazione con Green Balkans, 13 capovaccai nati a Praga sono già stati liberati nei Rodopi orientali, in Bulgaria.
