Bioparco di Roma, le novità del 115° compleanno: nuovi spazi, arrivi internazionali e specie a rischio

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«Il Bioparco di Roma quest’anno compie 115 anni dalla sua fondazione. È nato come Giardino Zoologico e nel tempo ha attraversato diverse trasformazioni fino a diventare quello che oggi chiamiamo Bioparco», spiega la direttrice generale Lucia Venturi. «Un percorso che non riguarda solo le strutture, ma soprattutto il modo di intendere il nostro ruolo: non semplicemente custodire animali, ma lavorare sulla conservazione della biodiversità, sull’educazione ambientale e sul miglioramento continuo degli spazi in cui le specie vivono». Un anniversario che viene accompagnato da interventi operativi: ampliamenti degli exhibit, nuove sistemazioni e l’arrivo di animali provenienti dai circuiti europei di conservazione.

Uno dei cantieri più avanzati riguarda la nuova area dedicata alla lince europea (Lynx lynx), specie classificata Least Concern dalla Lista Rossa IUCN ma in declino in diverse regioni europee per la frammentazione degli habitat. Il nuovo exhibit, in fase di completamento, offrirà circa 600 metri quadrati e dovrebbe essere pronto in primavera, consentendo una gestione più adeguata degli animali rispetto alla precedente sistemazione condivisa.

Lince euroasiatica, ph Massimiliano Di Giovanni, Archivio Bioparco di Roma

L’intervento sulle linci si inserisce in una riorganizzazione più ampia delle aree dei grandi carnivori. Parallelamente procede infatti l’ampliamento dell’exhibit dei leopardi del Caucaso (Panthera pardus tulliana), specie valutata Endangered dalla IUCN. Lo spazio passerà dagli attuali 600 a oltre 2.000 metri quadrati, con un’estensione sia in larghezza sia in profondità e una completa ristrutturazione pensata per aumentare la complessità ambientale dell’habitat.

«Tra gli esemplari già arrivati invece, ci sono i canguri di Bennett: ne avevamo due, poi uno solo, e oggi il gruppo è aumentato molto. Stanno bene e stanno già trasformando tutta l’area verde, come è nella loro natura», racconta Venturi. «All’ingresso del parco sono arrivati anche i conuri del sole, molto colorati e molto chiassosi, classificati Endangered dalla IUCN a causa del commercio illegale e della perdita di habitat. Stiamo poi rimettendo a posto l’area che ospita l’ultimo lupo europeo, perché a febbraio arriveranno due nuove coppie dalla Svizzera. Sono tutti lavori che prevediamo di ultimare a breve». Le nuove coppie di lupo europeo (Canis lupus) arriveranno infatti dal parco zoologico di Berna. Sebbene la specie sia classificata Least Concern a livello globale, anch’essa resta fortemente esposta ai conflitti con le attività umane e alla riduzione dell’habitat, rendendo particolarmente rilevanti i programmi europei di gestione della specie.

Pasqualino e Scialla, lupi europei, Archivio Bioparco di Roma

Sul piano gestionale, la Fondazione Bioparco di Roma ha inoltre avviato un programma di investimento triennale da 300mila euro in collaborazione con Banca del Fucino, destinato a interventi su sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e riqualificazione di alcune strutture. Il 115° compleanno segna così una fase di aggiornamento progressivo: interventi puntuali sugli exhibit, nuovi arrivi da reti europee e una continuità operativa che accompagna l’evoluzione di uno dei parchi zoologici storici italiani verso un modello sempre più moderno.

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