Dieci anni in un giardino privato, sequestrato un coccodrillo di Morelet: ora è allo zoo di Vienna

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Per dieci anni è vissuto in un ambiente che non avrebbe potuto garantire le condizioni di benessere che la sua specie richiede.

Raggiunti gli oltre 2,3 metri di lunghezza e con quasi 70 denti affilati, un maschio trentenne di coccodrillo di Morelet ha trovato una nuova vita allo zoo di Vienna, chiudendo una vicenda che lo scorso anno aveva fatto il giro della Germania.

La storia dell’animale è quella, sempre più frequente, di una gestione privata che sfugge di mano. «Il coccodrillo è stato tenuto per dieci anni in un giardino familiare. Quando i proprietari non sono più stati in grado di garantirne il mantenimento, è intervenuto il sequestro», spiega Markus Baur, alla guida del centro di recupero per rettili di Monaco, dove ogni anno transitano migliaia di animali confiscati o ceduti.

Da qui è partita la ricerca di una struttura in grado di accoglierlo stabilmente.

Allo zoo di Schönbrunn l’incontro con una nuova compagna

La destinazione è stata individuata nello zoo di Schönbrunn, dove il maschio ha incontrato una femmina con cui formare una coppia. Un passaggio non secondario: «I coccodrilli di Morelet sono presenti in pochi giardini zoologici europei. Questa coppia è particolarmente preziosa dal punto di vista genetico», sottolinea il direttore Stephan Hering-Hagenbeck.

Dietro questa scelta si muove una logica più ampia, che riguarda la costruzione di popolazioni di riserva. La specie, originaria del sud del Messico, Guatemala e Belize, è stata infatti a un passo dall’estinzione circa quarant’anni fa, spinta verso il collasso dalla caccia per la pelle. Programmi di allevamento coordinati, tra cui quello dello Zoo Atlanta, hanno permesso non solo di stabilizzare la popolazione, ma anche di reintrodurre esemplari in natura.

Oggi il coccodrillo di Morelet non è più considerato a rischio, ma resta una specie strettamente legata alla gestione coordinata tra istituzioni.

Il trasferimento a Vienna è stato gestito direttamente dal team dello zoo. L’animale è stato trasportato da Monaco in una cassa speciale, su un mezzo dedicato, e ha trascorso i primi giorni separato dalla femmina per un graduale ambientamento. Un protocollo standard, che consente agli animali di entrare in contatto visivo e olfattivo prima dell’incontro diretto.

Il ricongiungimento è avvenuto senza criticità. I due esemplari si sono immersi insieme fin da subito, mostrando anche i primi comportamenti riproduttivi e mantenendo da allora una prossimità costante, sia in acqua che sulla terraferma.

Una storia che parte da un sequestro e si chiude, almeno per ora, con un nuovo equilibrio: quello tra gestione zoologica, competenze tecniche e una specie che, ancora una volta, dipende dalla capacità umana di correggere i propri errori.

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