Circa 8.000 girini di Rana arvalis sono stati reintrodotti in natura in Carinzia dopo essere stati allevati per dieci settimane allo zoo di Schönbrunn di Vienna. L’obiettivo è rafforzare le popolazioni di questo anfibio, considerato minacciato in Austria e sempre più vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il progetto è iniziato in primavera, quando, con le necessarie autorizzazioni, le uova della specie sono state trasferite dalla Carinzia allo zoo viennese. Qui i girini sono cresciuti in condizioni controllate, al riparo dal rischio che gli stagni si prosciugassero prematuramente e dai numerosi predatori presenti negli ambienti naturali.
Una volta sviluppate le zampe posteriori, i giovani anfibi sono stati riportati nei loro habitat originari. Per favorire ulteriormente la loro sopravvivenza, sono stati collocati in speciali gabbie galleggianti in rete, che li proteggono fino al momento in cui saranno pronti a lasciare autonomamente l’acqua e raggiungere la terraferma.
La rana arvale è nota anche per una caratteristica unica: durante la stagione riproduttiva i maschi assumono una spettacolare colorazione azzurro intenso, uno dei fenomeni più particolari osservabili tra gli anfibi europei. Negli ultimi decenni, tuttavia, la specie ha subito un forte declino in Austria a causa della perdita delle zone umide e dell’aumento delle siccità, che provoca il prosciugamento precoce dei siti di riproduzione.
L’iniziativa fa parte del progetto “Vernässen und Vertiefen”, finanziato dal Fondo nazionale per la biodiversità, che coinvolge il Tiergarten Schönbrunn, ricercatori specializzati e l’associazione ARGE Naturschutz. Il programma adotta il principio del One Plan Approach, integrando la conservazione delle specie sia negli habitat naturali sia sotto la cura dell’uomo, con l’obiettivo di garantire un futuro a lungo termine alla rana di palude in Austria.
