Musica per gli scimpanzé e problem solving per i pappagalli: due studi indagano le loro scelte

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Cosa accade se sono gli scimpanzé a poter scegliere quando ascoltare la musica? E la preferenza di un pappagallo per la zampa destra o sinistra cambia quando deve risolvere un problema?

Due studi condotti al Parco Natura Viva e firmati da Openature Foundation, ente di ricerca e conservazione del parco, hanno analizzato il comportamento degli animali proprio a partire dalle loro scelte. I risultati sono stati presentati al Bioparco di Roma durante il Congresso congiunto della Società Italiana di Etologia e dell’Associazione Primatologi Italiani.

La prima ricerca ha coinvolto sette scimpanzé, mentre la seconda si è concentrata su 12 pappagalli vasa maggiore, facendo emergere in quest’ultima specie evidenze scientifiche che, secondo i ricercatori, non erano mai state documentate prima.

Gli scimpanzé potevano scegliere quando far partire la musica

Nel primo studio, i sette scimpanzé continuavano a muoversi e interagire nel loro normale contesto sociale, ma avevano a disposizione due corde, una gialla e una blu.

Tirandole, potevano attivare volontariamente due diversi brani musicali caratterizzati da ritmi differenti. Erano quindi gli stessi animali a scegliere se e quando far partire la musica.

La ricerca ha alternato due periodi nei quali era disponibile questo arricchimento sensoriale ad altri due senza musica.

Durante i periodi con la possibilità di attivare i brani, gli scimpanzé sono risultati complessivamente più coinvolti nelle relazioni sociali. In particolare, nel secondo periodo con musica è stato registrato un aumento significativo dei comportamenti affiliativi.

In quella fase tutti e sette gli individui partecipavano in maniera omogenea alle relazioni del gruppo, mentre continuavano a emergere differenze individuali nei comportamenti agonistici e nelle dinamiche di dominanza.

I risultati indicano quindi che la presenza di un arricchimento musicale scelto dagli stessi animali può incidere sulle dinamiche sociali del gruppo.

Pappagalli “destri” e “mancini”: la preferenza emerge davanti ai problemi

Il secondo studio ha coinvolto 12 pappagalli vasa maggiore osservati per tre mesi. I ricercatori hanno analizzato quale zampa utilizzassero in diversi contesti, confrontando i comportamenti spontanei con quelli messi in atto durante compiti più complessi di problem solving.

I risultati mostrano differenze a seconda dell’attività. A riposo prevaleva nel gruppo l’utilizzo della zampa sinistra, mentre durante la manipolazione degli oggetti prevaleva quello della destra.

Il dato più interessante è emerso però aumentando la difficoltà del compito. Con l’aumentare della complessità cresceva infatti il numero di individui che mostravano una lateralizzazione significativa, cioè una preferenza più marcata per l’utilizzo di una delle due zampe.

Una sorta di distinzione tra “destri” e “mancini” che, nei pappagalli vasa, sembra quindi diventare più evidente proprio quando l’animale deve affrontare un problema da risolvere.

«Osservare gli animali nella loro quotidianità e mentre compiono delle scelte è uno degli strumenti che abbiamo per comprendere come percepiscono e affrontano ciò che li circonda», spiega Caterina Spiezio, responsabile della ricerca in ambito animale di Openature Foundation. «In questi due studi abbiamo lavorato su aspetti molto diversi: da una parte abbiamo osservato come un arricchimento sensoriale possa incidere sulle relazioni all’interno di un gruppo sociale complesso come quello degli scimpanzé; dall’altra, come la complessità di un compito possa far emergere più chiaramente le preferenze nell’uso delle zampe nei pappagalli. In entrambi i casi è il comportamento degli animali a fornirci informazioni sulle loro capacità cognitive e sociali. Gli arricchimenti diventano così occasioni di ricerca attraverso le quali acquisire sempre maggiori strumenti per conoscere e tutelare le specie che ospitiamo».

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