Due alberi di 10 metri per gli scimpanzé di Valencia: come cambia l’architettura negli zoo

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Sempre più giardini zoologici stanno ripensando l’architettura degli habitat per stimolare i comportamenti naturali delle specie ospitate. È questa la filosofia che ha guidato il Bioparco di Valencia, dove sono stati installati due enormi alberi artificiali alti fino a 10,5 metri, progettati non come semplici elementi scenografici ma come strumenti per favorire attività fisica, esplorazione e capacità cognitive degli scimpanzé.

Realizzate in cemento scolpito e curate nei minimi dettagli per riprodurre l’aspetto di veri alberi africani, le due strutture sono il risultato di mesi di lavoro che hanno coinvolto architetti, ingegneri, veterinari, biologi e artisti. L’obiettivo era creare un ambiente più ricco e dinamico per il più grande gruppo presente in Spagna di scimpanzé occidentali (Pan troglodytes verus), una sottospecie classificata in pericolo critico dalla Lista Rossa della IUCN.

L’albero principale pesa oltre dieci tonnellate, raggiunge i 10,5 metri di altezza e misura circa cinque metri di larghezza; una seconda struttura orizzontale supera invece le sette tonnellate. La loro installazione ha richiesto l’impiego di gru e una complessa pianificazione tecnica.

Ma la vera innovazione è nascosta al loro interno. Cavità, mangiatoie ispirate ai termitai e “puzzle box” vengono riempiti con semi, noci, miele o yogurt, costringendo gli animali a utilizzare strumenti e strategie per ottenere il cibo, proprio come farebbero in natura. Le numerose liane e i diversi livelli incentivano inoltre arrampicata, movimento ed esplorazione quotidiana.

Il progetto assume un valore ancora maggiore grazie alla presenza dei piccoli Cala ed Ekon, nati recentemente nel gruppo del BIOPARC. La struttura partecipa infatti al programma europeo EEP, che coordina la riproduzione degli scimpanzé occidentali per mantenere una popolazione geneticamente sana sotto cura umana, mentre attraverso la Fondazione BIOPARC sostiene anche interventi di conservazione in Sierra Leone e Guinea.

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