Quarant’anni di lavoro sul campo, oltre 2 milioni di sterline investiti negli ultimi cinque anni, quasi 1.000 tartarughe allevate in sicurezza e più di 100 individui reintrodotti in natura. Sono i numeri del progetto con cui il Durrell Wildlife Conservation Trust continua a proteggere la tartaruga angonoka (Astrochelys yniphora), considerata una delle specie di tartarughe più minacciate del pianeta.
L’iniziativa, avviata nel 1986 da Gerald e Lee Durrell in Madagascar, celebra quest’anno il suo quarantesimo anniversario, confermando un impegno che non si è mai interrotto nonostante decenni di traffico illegale di fauna selvatica, furti e calamità naturali.
Una specie che può valere 100.000 dollari sul mercato nero
L’angonoka vive esclusivamente in una piccola area del Parco nazionale della Baia di Baly, nel Madagascar nord-occidentale.
Il caratteristico scuto sporgente del piastrone rende questa tartaruga particolarmente ricercata dai trafficanti. Un esemplare può raggiungere sul mercato illegale un valore di 100.000 dollari, rendendola una delle specie più colpite dal commercio clandestino di animali esotici.
Quarant’anni contro il traffico illegale
Nel 1987, Durrell è diventata la prima organizzazione a riprodurre con successo la specie in cattività direttamente in Madagascar.
Da allora il progetto ha dovuto affrontare numerose sfide. Nel 1996 furono rubate 75 tartarughe dal centro di allevamento di Ampijoroa, episodio che portò al rafforzamento delle misure di sicurezza con recinzioni rinforzate, guardie armate e incisioni identificative sui gusci per scoraggiare i trafficanti.
Un nuovo tentativo di furto avvenne nel 2016, quando i criminali interruppero l’alimentazione elettrica del centro per disattivare il sistema di allarme. La risposta fu l’installazione di un impianto alimentato da pannelli solari, rendendo il sistema di sicurezza indipendente dalla rete elettrica.
Stop ai rilasci per proteggere la specie
Nel 2017 il progetto ha preso una decisione difficile: sospendere temporaneamente il rilascio degli animali in natura.
L’intenso bracconaggio rendeva infatti troppo rischioso reintrodurre nuovi individui. Da allora gli sforzi si sono concentrati sull’allevamento conservazionistico, sulla protezione dell’habitat e sul rafforzamento delle attività antibracconaggio insieme ai Madagascar National Parks.
Oggi Durrell gestisce la più grande popolazione mondiale di angonoka allevate in strutture protette, con circa 1.000 esemplari distribuiti in due centri specializzati.
Un progetto che sostiene anche le comunità locali
La conservazione non riguarda solo gli animali. Il programma impiega 23 persone delle comunità locali nei centri di allevamento e nelle attività di monitoraggio, mentre altre 27 partecipano regolarmente alle pattuglie antibracconaggio.
Nel corso degli anni Durrell ha inoltre contribuito all’approvazione di normative locali per la tutela della specie, alla formazione delle forze dell’ordine e al contrasto di importanti reti di traffico illegale.
Nonostante i due cicloni che nel 2026 hanno danneggiato le strutture di conservazione e i continui tentativi dei trafficanti, l’organizzazione conferma l’obiettivo di riportare nuovamente l’angonoka in natura non appena le condizioni lo consentiranno.
