Cinquanta gatti selvatici rilasciati nelle Highlands scozzesi: nascite in natura per tre anni consecutivi

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Cinquanta gatti selvatici (Felis silvestris) sono stati rilasciati nelle Highlands scozzesi nell’ambito del progetto Saving Wildcats. Il traguardo è stato raggiunto dopo la liberazione di altri quattro individui durante l’estate.

Il programma, guidato dalla Royal Zoological Society of Scotland (RZSS), lavora per evitare la scomparsa del gatto selvatico dalla Scozia e dal 2023 effettua rilasci nel Cairngorms National Park.

I primi risultati sono incoraggianti: per tre anni consecutivi alcune femmine hanno dato alla luce piccoli in natura, indicando che gli animali rilasciati stanno riuscendo a riprodursi nell’area. La situazione rimane tuttavia delicata e, secondo Saving Wildcats, la popolazione necessita ancora di interventi di conservazione a lungo termine.

«Aver rilasciato cinquanta gatti selvatici in quattro anni rappresenta un passo monumentale per il recupero di questa iconica specie scozzese. È una testimonianza delle collaborazioni e delle comunità che stanno lavorando per garantire la sopravvivenza del gatto selvatico in Scozia. Siamo orgogliosi, ma siamo tutti consapevoli delle difficoltà che i gatti selvatici devono ancora affrontare», afferma Sarah Henshall, responsabile della conservazione del Cairngorms National Park Authority.

Nuovi rilasci per aumentare la diversità genetica

Il progetto non intende fermarsi a quota 50. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la popolazione aumentando sia il numero degli animali sia la loro diversità genetica attraverso nuovi rilasci.

Tra gli individui destinati in futuro alla reintroduzione ci saranno anche gatti nati da incroci con gatti selvatici spagnoli, indicati dal progetto come i parenti genetici viventi più vicini ai gatti selvatici scozzesi.

Una maggiore diversità genetica viene considerata fondamentale per costruire una popolazione capace di adattarsi ai cambiamenti ambientali nel lungo periodo.

«La natura è un ambiente difficile per i gatti selvatici, e questo ancora prima di considerare le ulteriori pressioni legate al cambiamento climatico. Basta guardare a questa estate, quando gli incendi hanno provocato ingenti danni agli habitat conosciuti del gatto selvatico nel Cairngorms National Park», spiega Helen Senn, responsabile dei programmi di conservazione e ricerca della RZSS.

«È importante continuare a rafforzare la popolazione attraverso i rilasci. Creare un pool genetico diversificato aiuterà la popolazione ad adattarsi alle condizioni che cambieranno nel prossimo secolo. Ciò contribuirà a sostenere una popolazione sana e sostenibile e offrirà ai gatti selvatici le migliori possibilità di sopravvivenza a lungo termine».

Undici morti tra gli animali rilasciati, cinque sulle strade

Il monitoraggio ha registrato anche 11 morti tra i gatti selvatici rilasciati nell’arco di tre anni. Cinque sono state causate da collisioni con veicoli.

Diversi di questi individui erano comunque riusciti a sopravvivere in natura per anni e a riprodursi prima della morte. Secondo il progetto, il tasso di mortalità registrato è favorevole rispetto a quello osservato in altri programmi di traslocazione.

Il rischio rappresentato dalle strade resta però un problema. Saving Wildcats sta collaborando con autorità e comunità locali per aumentare la consapevolezza sulla presenza dei felini e valutare l’installazione di ulteriore segnaletica.

La convivenza con le attività umane è un altro elemento centrale del programma. Gli habitat utilizzati dai gatti selvatici spesso si sovrappongono infatti a terreni gestiti dalle persone, caratterizzati da un mosaico di margini forestali, prati, aree di macchia e ambienti ripariali. Per questo il progetto collabora con chi gestisce i terreni, aziende agricole e comunità locali.

Il raggiungimento dei 50 rilasci arriva inoltre a pochi giorni dalla pubblicazione della nuova strategia scozzese dedicata al gatto selvatico da parte di NatureScot, che utilizza anche le esperienze maturate da Saving Wildcats per definire le prossime azioni per il futuro della popolazione in Scozia.

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