Dodici testuggini palustri europee reintrodotte nell’Albufera di Valencia per rafforzare la popolazione autoctona

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Dodici testuggini palustri europee (Emys orbicularis) sono state reintrodotte in natura il 22 ottobre nell’Ullal de la Senillera, ad Albalat de la Ribera, all’interno del Parco Naturale dell’Albufera, nella Comunità Valenciana, in Spagna.

L’intervento, realizzato dalla Generalitat Valenciana e dalla Fundación Oceanogràfic, ha l’obiettivo di rafforzare la popolazione locale di questa specie autoctona di tartaruga d’acqua dolce, la cui sopravvivenza è minacciata dalla progressiva alterazione degli ambienti umidi e dalla presenza di specie esotiche invasive.

I dodici esemplari provengono dai programmi di riproduzione dell’Oceanogràfic di Valencia e del Centro Acuícola de El Palmar (CAEP), sviluppati nell’ambito della collaborazione tra l’amministrazione regionale e la Fundación Oceanogràfic per il recupero delle specie minacciate.

La reintroduzione rientra nel programma “40 años, 40 acciones por l’Albufera”, promosso dalla Generalitat Valenciana in occasione del quarantesimo anniversario dell’istituzione del Parco Naturale, avvenuta nel 1986.

La competizione con la tartaruga della Florida

La testuggine palustre europea è una specie autoctona che vive in lagune, stagni, paludi e altri ambienti d’acqua dolce caratterizzati da una ricca vegetazione acquatica.

È riconoscibile per il carapace generalmente scuro e le piccole macchie giallastre presenti sulla testa, sul collo e sugli arti.

Tra le principali minacce alla sua conservazione figurano la perdita e il degrado degli habitat, le alterazioni degli ecosistemi acquatici e la competizione con specie esotiche invasive.

Particolarmente rilevante è la presenza della tartaruga della Florida (Trachemys scripta), una specie originaria del Nord America introdotta in numerosi ambienti acquatici europei, anche in seguito all’abbandono di animali precedentemente detenuti come animali da compagnia.

La sua diffusione rappresenta un problema per le testuggini autoctone, con le quali può entrare in competizione per le risorse alimentari e gli spazi utilizzati per la termoregolazione.

La presenza delle specie invasive si aggiunge quindi alle altre pressioni ambientali che rendono più difficile il recupero delle popolazioni locali.

Un programma di recupero avviato nel 2007

L’Ullal de la Senillera è uno degli ambienti interessati dalle attività di conservazione della testuggine palustre europea nell’Albufera.

La Generalitat Valenciana porta avanti dal 2007 interventi di reintroduzione e rafforzamento delle popolazioni, in risposta alla situazione critica raggiunta dalla specie in quest’area.

«La reintroduzione di questi dodici esemplari rappresenta un nuovo passo nel recupero della testuggine palustre europea nell’Albufera, dove la sua situazione era diventata particolarmente critica. Con questo intervento rafforziamo il nucleo degli ullals della Senillera e consolidiamo il lavoro di reintroduzione che la Generalitat porta avanti dal 2007», ha dichiarato Vicente Martínez Mus, vicepresidente terzo e responsabile regionale dell’Ambiente, delle Infrastrutture, del Territorio e della Ricostruzione.

Il direttore del Parco Naturale dell’Albufera, Ignacio Lacomba, ha sottolineato l’importanza del recupero della specie, richiamandone la condizione di minaccia nella Comunità Valenciana.

«Il recupero della testuggine palustre europea, che ricordiamo essere classificata in pericolo di estinzione nella Comunità Valenciana, è fondamentale per la conservazione della specie a livello globale», ha dichiarato Lacomba.

Il direttore ha inoltre evidenziato il ruolo della collaborazione tra amministrazioni pubbliche, istituzioni scientifiche e volontariato nella tutela della biodiversità dell’Albufera.

Il monitoraggio delle popolazioni autoctone

La reintroduzione degli esemplari si affianca alle attività di monitoraggio necessarie per conoscere la distribuzione della specie e seguirne l’evoluzione negli ambienti naturali.

Nell’Ullal de la Senillera opera anche Acció Ecologista-Agró, associazione impegnata nel Projecte Emys, un’iniziativa di volontariato ambientale dedicata allo studio e alla conservazione delle testuggini autoctone.

Il progetto prevede attività di osservazione, cattura temporanea e monitoraggio, anche attraverso l’utilizzo di trappole a nassa, per raccogliere informazioni sulla presenza e sull’andamento delle popolazioni.

Queste attività permettono di acquisire dati utili alla gestione della specie e alla valutazione degli interventi di conservazione.

Ventiquattro studenti coinvolti nella tutela della biodiversità

Alla giornata hanno partecipato anche 24 studenti delle classi terze e quarte della scuola secondaria dell’IES Sucro di Albalat de la Ribera, coinvolti in attività di educazione ambientale.

Il personale tecnico della Fundación Oceanogràfic e del Centro Acuícola de El Palmar ha illustrato le caratteristiche biologiche della testuggine palustre europea, il suo ciclo vitale e il funzionamento dei programmi di riproduzione destinati al rafforzamento delle popolazioni selvatiche.

Acció Ecologista-Agró ha presentato le attività di monitoraggio svolte nell’ambito del Projecte Emys, mentre il team educativo della Fundación Oceanogràfic ha organizzato un laboratorio dedicato al riconoscimento delle diverse specie di testuggini e tartarughe d’acqua dolce.

Particolare attenzione è stata riservata alle conseguenze dell’introduzione di specie esotiche invasive negli ecosistemi acquatici, un problema che interessa numerose zone umide europee e che rappresenta una delle sfide per la conservazione delle testuggini autoctone.

La reintroduzione dei dodici esemplari nell’Albufera unisce così il lavoro di riproduzione e conservazione svolto dalle strutture specializzate alla tutela degli habitat naturali, al monitoraggio scientifico e all’educazione ambientale.

Un approccio integrato che punta non soltanto ad aumentare il numero di individui presenti nell’area, ma anche a migliorare le condizioni necessarie alla sopravvivenza della specie nel lungo periodo.

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