Reintrodotto il 30millesimo esemplare: nei Cairngorms torna la mosca delle conifere

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Un piccolo insetto, ma un grande risultato per la conservazione della biodiversità.

I ricercatori della Royal Zoological Society of Scotland (RZSS) hanno celebrato il rilascio di 30mila esemplari di pine hoverfly (Blera fallax) nel Cairngorms National Park, uno dei principali santuari naturali del Regno Unito.

Il traguardo arriva dopo un’ultima operazione, avvenuta nel marzo 2026, che ha visto la liberazione di quasi 7mila larve in quattro diverse aree del parco. Si tratta di una delle iniziative più significative per la tutela di questo insetto, considerato tra i più rari della Gran Bretagna e classificato come in pericolo critico in Scozia.

L’habitat con antiche pinete caledoniane

La pine hoverfly dipende da habitat forestali complessi, in particolare dalle antiche pinete caledoniane, oggi drasticamente ridotte e limitate a poche zone dei Cairngorms. Le sue larve si sviluppano in cavità umide e in decomposizione presenti nel legno morto, un elemento sempre più raro a causa delle pratiche di disboscamento. Per questo motivo, i conservazionisti intervengono anche creando cavità artificiali per favorirne la riproduzione.

Il rilascio simbolico è avvenuto in condizioni meteo difficili, tra vento forte e grandine, nell’ambito del progetto Rare Invertebrates in the Cairngorms (RIC), realizzato in collaborazione con numerosi partner istituzionali e ambientali.

«La portata del risultato è impressionante: nei Cairngorms vivono circa 18mila persone e abbiamo rilasciato quasi il doppio delle mosche», ha commentato Georgina Lindsay, responsabile della conservazione sul campo della RZSS. «È un traguardo che rappresenta anni di lavoro e collaborazione tra organizzazioni con un obiettivo comune».

I rilasci sono stati effettuati in aree gestite da enti come RSPB Scotland e Forestry and Land Scotland, oltre che da realtà locali impegnate nella tutela degli ecosistemi forestali.

Secondo Gen Tompkins, responsabile del progetto RIC, i segnali sono incoraggianti: «Oltre all’alto numero di esemplari liberati, stiamo iniziando a osservare individui nati in natura nei siti di rilascio e anche in nuove aree. È un passo fondamentale per il recupero della specie».

Una reintroduzione lenta ma efficace

Il programma di allevamento e reintroduzione della pine hoverfly è iniziato nel 2018, con i primi rilasci nel 2021. Già nel 2022 era stato registrato un primo segnale positivo: l’avvistamento in natura di una femmina adulta dopo quasi un decennio.

L’iniziativa, sostenuta dal governo scozzese e da numerosi enti e fondazioni internazionali, dimostra come la cooperazione tra scienza, istituzioni e comunità locali possa invertire il declino anche delle specie meno conosciute ma ecologicamente cruciali.

Un progetto che, partendo da un insetto quasi invisibile, racconta una sfida globale: quella di ricostruire ecosistemi resilienti e preservare la biodiversità per le generazioni future.

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