Un nuovo passo nella corsa contro il tempo per salvare il rinoceronte bianco settentrionale. Il consorzio internazionale BioRescue ha annunciato la creazione di un nuovo embrione all’inizio del 2026, aumentando a 39 il numero totale di embrioni disponibili per questo sottospecie ormai sull’orlo dell’estinzione.
Il risultato è stato ottenuto grazie al prelievo di ovociti dalla femmina Fatu, uno degli ultimi due esemplari rimasti al mondo, che vive nella riserva di Ol Pejeta in Kenya. Con solo due femmine ancora in vita e nessun maschio, la specie è considerata funzionalmente estinta in natura, rendendo impossibile la riproduzione naturale.
Per questo motivo, la sopravvivenza del rinoceronte bianco settentrionale dipende oggi da tecnologie avanzate come la fecondazione in vitro (IVF) e le ricerche sulle cellule staminali. Nel 2025 sono stati effettuati tre tentativi di trasferimento embrionale in femmine surrogate di rinoceronte bianco meridionale, ma nessuno ha portato a una gravidanza duratura. Per aumentare le probabilità di successo, il programma ha ora coinvolto nuove femmine surrogate selezionate.
Nonostante le difficoltà, il progetto continua a registrare progressi significativi. A gennaio 2026, il professor Thomas B. Hildebrandt, leader del progetto presso il Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research, ha ricevuto il primo premio internazionale “Smart Wildlife Conservation Award” a Stoccolma, riconoscimento per il suo contributo alla conservazione delle specie a rischio.
Parallelamente, una recente ricerca pubblicata sulla rivista PLOS ONE ha evidenziato un forte sostegno dell’opinione pubblica europea verso l’utilizzo delle tecnologie di riproduzione assistita per salvare le specie minacciate, a condizione che siano affiancate da tutela degli habitat naturali e da elevati standard etici.
Il progetto BioRescue sottolinea anche l’importanza della comunicazione e del coinvolgimento del pubblico nella conservazione della biodiversità. Secondo i ricercatori, il futuro della tutela ambientale dipenderà non solo dall’innovazione scientifica, ma anche da trasparenza, dialogo e responsabilità etica.
Resta però una sfida enorme: la fecondazione in vitro nei rinoceronti è un processo estremamente complesso e mai pienamente realizzato con successo. Ad oggi, il consorzio ha effettuato sei trasferimenti embrionali, un numero ancora limitato se confrontato con i numerosi tentativi necessari per perfezionare tecniche analoghe in ambito umano.
Nonostante tutto, gli scienziati mantengono un cauto ottimismo. Ogni nuovo embrione rappresenta un tassello fondamentale non solo per salvare il rinoceronte bianco settentrionale, ma anche per sviluppare tecnologie che potrebbero essere decisive per la conservazione di molte altre specie a rischio.
