La neve caduta nella notte ha imbiancato l’Alta Langa e il Parco Safari delle Langhe di Murazzano (Cuneo), una struttura attiva da oltre 45 anni, estesa su 70 ettari e con circa 350 animali appartenenti a una cinquantina di specie. Dopo giorni di freddo intenso, il parco si è trasformato in un osservatorio naturale sugli adattamenti invernali.
Nel paesaggio innevato, uno dei lupi canadesi del parco si allontana con il cibo tra le fauci, scomparendo verso il bosco del suo reparto, apparentemente indistinguibile dall’ambiente naturale. I lupi più grandi al mondo possono superare gli 80 chilogrammi di peso e sono protetti da una pelliccia a doppio strato che garantisce isolamento termico anche sotto zero. Il mantello, spesso associato al colore nero, può presentare anche varianti bianche, utili alla mimetizzazione in ambienti innevati.
Poco distante, i procioni si rintanano nei rifugi per conservare calore. Tra spessore della pelliccia e massa corporea, non incontrano particolari difficoltà ad affrontare le basse temperature. Non entrano in vero letargo, ma attraversano una fase di torpore stagionale, riducendo l’attività metabolica.
La neve ridisegna anche la vallata dei bisonti americani, uno dei recinti più estesi del parco, caratterizzato da diversi ettari di superficie e da un panorama particolarmente suggestivo in versione invernale. Qui il mantello, che può superare i 10 centimetri di spessore, e la grande massa corporea permettono agli animali di conservare calore e continuare ad alimentarsi scavando nel manto nevoso.
Tra gli ungulati europei, il trio di cervi nobili o cervi rossi si muove con cautela sulla neve. Si tratta di una specie diffusa anche spontaneamente in queste aree, che durante l’inverno rallenta il metabolismo e concentra l’attività nelle ore più miti della giornata per ridurre il dispendio energetico.
Sui tronchi esposti al sole è appollaiato Mariello, il grifone dell’Himalaya del parco. Con un’apertura alare che può superare i 3 metri, è uno dei più grandi avvoltoi al mondo. Abituato a vivere in condizioni estreme lungo le catene montuose asiatiche, sfrutta le correnti termiche per volare riducendo al minimo il consumo energetico ed è una specie particolarmente longeva, capace di superare i 30 anni di vita.
A chiudere la scena, la famiglia di tigri, con la madre e tre giovani esemplari che interagiscono sulla neve. I piccoli, in particolare, mostrano un’elevata propensione al gioco in ambiente innevato. Tra i grandi felini, le tigri sono tra i più tolleranti al freddo: il mantello invernale e lo strato di grasso sottocutaneo contribuiscono all’isolamento termico, mentre la neve diventa anche uno stimolo comportamentale.
La nevicata delle ultime ore, oltre a trasformare il paesaggio delle Langhe, restituisce così un’immagine concreta di come specie diverse affrontino l’inverno, tra adattamenti fisiologici, risparmio energetico e strategie evolutive.
