Il maialino più piccolo del mondo torna a casa: 15 esemplari reintrodotti in natura in India

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Un ritorno alle origini che rappresenta una delle più importanti storie di conservazione della fauna selvatica degli ultimi decenni. Quindici maialini pigmei (Porcula salvania), il suide più piccolo del mondo, sono stati reintrodotti in natura nelle praterie di Kuribeel, all’interno del Parco Nazionale di Manas, nello stato indiano dell’Assam.

Si tratta dello stesso luogo da cui, nel 1996, sei esemplari vennero prelevati per avviare un programma di allevamento conservativo che avrebbe salvato la specie dall’estinzione. Per la prima volta, dopo trent’anni, i maialini pigmei tornano dunque nella loro area d’origine.

L’iniziativa è guidata dalla Durrell Wildlife Conservation Trust nell’ambito del Pygmy Hog Conservation Programme (PHCP), sviluppato in collaborazione con il Dipartimento Forestale dell’Assam, il gruppo specialistico sui suidi della IUCN, Ecosystems-India e Aaranyak.

Da specie sull’orlo dell’estinzione a simbolo di conservazione

Quando il progetto prese avvio, il maialino pigmeo era considerato una delle specie di mammiferi più minacciate al mondo. Endemico delle praterie alluvionali dell’India nord-orientale, questo animale raggiunge appena 25 centimetri di altezza e pesa tra i 6 e i 9 chilogrammi.

Negli ultimi trent’anni il programma ha ottenuto risultati straordinari: 194 esemplari allevati e reintrodotti in natura, contribuendo alla ricostruzione delle popolazioni selvatiche.

Tuttavia, fino a oggi, non era stato possibile riportare gli animali proprio nell’area da cui tutto era iniziato. Negli ultimi otto anni il programma ha lavorato al recupero ecologico delle praterie di Kuribeel, dove da quasi un decennio non si registravano più segni della presenza della specie.

Monitoraggio con radiocollari e fototrappole

La reintroduzione è accompagnata da un intenso programma di monitoraggio. Cinque dei maialini pigmei rilasciati sono dotati di radiocollari che permetteranno ai ricercatori di seguirne gli spostamenti, il comportamento e l’utilizzo dell’habitat.

Le attività comprendono anche l’impiego di fototrappole e il monitoraggio delle tracce lasciate dagli animali sul territorio.

«Ogni fase del progetto ci offre nuove opportunità per imparare e costruire un futuro più sicuro per questa affascinante specie», ha spiegato il direttore del programma, Parag Jyoti Deka.

Obiettivo: 300 maialini pigmei in natura entro il 2040

I responsabili del progetto puntano a reintrodurre circa 80 esemplari nei prossimi cinque anni, con l’ambizione di raggiungere entro il 2040 una popolazione selvatica autosufficiente di circa 300 animali.

Per gli esperti, il successo del programma non rappresenta soltanto una vittoria per una specie a rischio, ma anche per l’intero ecosistema delle praterie dell’Assam, uno degli habitat più minacciati e meno conosciuti dell’Asia.

Il ritorno del maialino pigmeo a Kuribeel chiude così un cerchio iniziato trent’anni fa e dimostra come la collaborazione tra ricerca scientifica, gestione degli habitat e programmi di allevamento conservativo possa offrire una seconda possibilità anche alle specie più vicine all’estinzione.

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