Rinoceronte bianco rischia di morire per una grave infezione: Amali salvata grazie a due mesi di cure intensive

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Una grave infezione, oltre due mesi di assistenza veterinaria continuativa e un trattamento sviluppato appositamente per lei. È la storia di Amali, una femmina di rinoceronte bianco meridionale (Ceratotherium simum simum), nata il 15 marzo 2026 al Marwell Zoo, nel Regno Unito, e sopravvissuta a una salmonellosi che aveva compromesso seriamente le sue condizioni di salute.

Dopo settimane di cure intensive, la piccola ha raggiunto una tappa importante del recupero: non necessita più della terapia intensiva e ha ricominciato a esplorare i prati del parco insieme alla madre Zahra.

La guarigione, tuttavia, non è ancora completa. Amali continua a ricevere un’integrazione alimentare e viene monitorata attentamente dal personale veterinario e dai keeper.

Dalla diarrea a un’infezione del sangue

Alla nascita Amali appariva in buona salute, ma verso la fine di maggio il personale ha iniziato a osservare alcuni cambiamenti nel suo comportamento. La piccola era meno attiva, appariva più tranquilla del solito e presentava disturbi gastrointestinali.

«Quando lavori ogni giorno con gli animali, noti anche i cambiamenti più piccoli. Man mano che Amali mostrava un disagio crescente, abbiamo capito che qualcosa non andava», racconta Darren Ives, keeper specializzato nella gestione degli ungulati.

Individuare la causa non è stato semplice. Il personale doveva raccogliere i campioni necessari alla diagnosi cercando di interferire il meno possibile con il rapporto tra la piccola e la madre.

Con il peggioramento delle condizioni, il Marwell Zoo ha chiesto la collaborazione del Liphook Equine Hospital, una struttura veterinaria specializzata nella cura dei cavalli. Nonostante le evidenti differenze anatomiche, cavalli e rinoceronti condividono diverse caratteristiche fisiologiche che hanno reso utile questa consulenza.

Gli accertamenti hanno infine confermato una salmonellosi, infezione batterica che negli animali adulti può essere presente anche senza provocare sintomi, ma che nei piccoli può diventare letale.

Amali aveva sviluppato una diarrea grave e un’infiammazione intestinale, con una consistente perdita di liquidi e nutrienti. Il suo apparato digerente non riusciva ad assorbire adeguatamente le sostanze necessarie alla crescita e l’infezione aveva raggiunto il circolo sanguigno.

Una cura sviluppata appositamente per Amali

Il trattamento ha richiesto reidratazione, controllo del dolore, supporto nutrizionale e interventi per favorire il recupero dell’apparato digerente.

Una delle decisioni più importanti è stata quella di non separare Amali dalla madre Zahra, per evitare ulteriori problemi legati al benessere e allo sviluppo della piccola.

La situazione si è però complicata quando Zahra ha sviluppato una mastite, che ha ridotto la quantità di latte disponibile.

Il personale ha quindi introdotto poppate integrative con il biberon, mantenendo contemporaneamente l’allattamento materno. Le quantità venivano adattate in base al peso di Amali, al suo stato di idratazione, al latte assunto dalla madre e ai progressi clinici.

Un’altra difficoltà riguardava la flora batterica intestinale, alterata dall’infezione.

In Sudafrica vengono utilizzati probiotici specifici per i rinoceronti, ma il prodotto necessario non era disponibile nel Regno Unito.

La veterinaria responsabile del Marwell Zoo, Elysé Summerfield-Smith, ha quindi studiato i ceppi batterici presenti nel preparato sudafricano e confrontato decine di prodotti disponibili sul mercato britannico.

Da questa ricerca è nata una soluzione particolare: una combinazione di un probiotico destinato agli esseri umani e uno formulato per i cani, selezionati per avvicinarsi il più possibile alla composizione batterica ritenuta utile per Amali.

Il trattamento è stato sviluppato con il contributo del Liphook Equine Hospital e attraverso il confronto con specialisti di rinoceronti in Sudafrica.

Amali torna a esplorare il prato con la madre

Dopo oltre due mesi di cure continuative, le condizioni della piccola sono migliorate al punto da consentirle di lasciare la terapia intensiva.

«Amali riceve ancora un’integrazione alimentare ed è tuttora attentamente monitorata dai nostri team veterinari e di gestione degli ungulati, quindi il suo recupero non è ancora completamente concluso. Ma sta facendo progressi davvero incoraggianti», spiega Summerfield-Smith.

Amali può ora essere osservata mentre esplora il prato principale del parco seguendo Zahra.

«Ci sono state molte notti emotivamente difficili, ore piccole e mattine iniziate prestissimo, un grande lavoro di squadra e colleghi che si sono sostituiti a vicenda per sostenere il recupero di Amali e aiutarsi reciprocamente. Ma vederla oggi esplorare il prato, seguire la madre e comportarsi di nuovo come un giovane rinoceronte ha ripagato tutti gli sforzi», racconta Darren Ives.

Il caso evidenzia anche le difficoltà cliniche legate alla cura di animali di grandi dimensioni nei primi mesi di vita, quando gli interventi veterinari devono tenere conto non soltanto della malattia, ma anche della relazione con la madre e delle esigenze comportamentali della specie.

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