Dopo l’attacco mortale, Altai non sarà soppresso: la tigre siberiana resterà allo Yorkshire Wildlife Park

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Un uomo è morto sabato 10 ottobre dopo essere entrato nel recinto di Altai, la tigre siberiana dello Yorkshire Wildlife Park, vicino a Doncaster. La polizia ha ricevuto la segnalazione alle 13.35, ora britannica: l’attacco ha provocato ferite gravissime e, nonostante l’intervento di ambulanze, medico ed eliambulanza, il decesso è stato constatato sul posto.

Secondo testimonianze riportate dall’Independent, prima di entrare l’uomo avrebbe chiesto una fotografia con la tigre sullo sfondo. Il quotidiano riferisce anche di colpi esplosi nel tentativo di fermare l’attacco. Restano da accertare le modalità con cui l’uomo ha superato le barriere e le ragioni del gesto. Il parco ha attivato le procedure di emergenza ed evacuato i visitatori; la polizia ha confermato che Altai è rimasto nel recinto, illeso, senza ulteriori rischi per il pubblico.

Domenica è arrivata la conferma sul destino dell’animale: Altai non sarà sottoposto a eutanasia in conseguenza dell’incidente. Rispondendo alle numerose richieste ricevute, la direzione ha rassicurato sulle sue condizioni, espresso cordoglio alla famiglia della vittima e annunciato sostegno specialistico per gli operatori, profondamente colpiti dalla tragedia. Il parco è rimasto chiuso anche l’11 ottobre.

Altai è nato al Dyreparken, in Norvegia, ed è arrivato nello Yorkshire il 27 febbraio 2025, quando aveva tre anni. Il trasferimento, raccomandato nell’ambito del programma europeo di gestione della popolazione, aveva l’obiettivo di formare una coppia riproduttiva con Tschuna, presente nel parco dal 2013. Entrambi appartengono alla tigre dell’Amur, conosciuta anche come tigre siberiana e minacciata di estinzione.

Le indagini proseguono in collaborazione con il parco. La famiglia dell’uomo viene assistita da personale specializzato e la polizia ha chiesto di non condividere i filmati dell’accaduto circolati online.

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