Giraffe e zebre insieme al Paignton Zoo: nuovi habitat multispecie ispirati agli ecosistemi naturali

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Giraffe nubiane e zebre di Grant nello stesso habitat, vigogne insieme ai nandù comuni e scimmie scoiattolo che condividono gli spazi con gli aguti di Azara. Sono alcune delle nuove convivenze multispecie sviluppate al Paignton Zoo, nel Devon, nel Regno Unito, nell’ambito di un progetto di riorganizzazione degli ambienti zoologici.

L’iniziativa rientra nel percorso di trasformazione del parco sotto la gestione della società olandese Libéma, che punta a realizzare habitat più ampi e naturalistici, ispirati agli ecosistemi di diverse regioni del mondo.

L’obiettivo è permettere a specie compatibili di condividere gli spazi, aumentando la complessità ambientale e offrendo nuove opportunità di esplorazione e di espressione dei comportamenti naturali.

Giraffe nubiane e zebre di Grant nella savana africana

Uno degli interventi più significativi riguarda l’area dedicata alla savana africana, attualmente in fase di sviluppo.

Qui le giraffe nubiane (Giraffa camelopardalis camelopardalis) condividono il proprio habitat con le zebre di Grant (Equus quagga boehmi).

Tra queste ultime ci sono anche Zebadee e Parsnip, due maschi, padre e figlio, arrivati recentemente al Paignton Zoo.

La convivenza rappresenta una delle prime fasi di un progetto destinato a creare un ambiente più ampio e diversificato, nel quale potranno essere introdotte altre specie africane.

Il parco sta infatti valutando la possibilità di aggiungere alcune antilopi, ampliando ulteriormente la composizione dell’habitat.

L’idea è riprodurre, per quanto possibile all’interno di un contesto zoologico, alcune delle caratteristiche degli ecosistemi aperti africani, nei quali differenti erbivori occupano gli stessi territori e utilizzano le risorse ambientali in modi diversi.

Vigogne e nandù: un ambiente ispirato alle praterie sudamericane

Un altro esempio riguarda l’area dedicata agli ambienti aperti del Sud America.

Al Paignton Zoo, quattro vigogne (Vicugna vicugna) condividono lo spazio con tre nandù comuni (Rhea americana).

Le vigogne sono camelidi sudamericani adattati agli ambienti d’alta quota delle Ande, mentre i nandù comuni sono grandi uccelli non volatori che vivono prevalentemente nelle praterie e negli ambienti aperti del continente.

La loro presenza nello stesso habitat permette di osservare specie con caratteristiche biologiche e comportamentali differenti.

L’ambiente condiviso si inserisce nel progetto Grasslands, attraverso il quale il parco sta sviluppando aree ispirate alla savana africana, alla pampa sudamericana e alla steppa dell’Asia centrale.

Scimmie scoiattolo e aguti di Azara condividono gli spazi

La gestione multispecie non riguarda soltanto gli ambienti aperti.

Nell’area Monkey Heights, le scimmie scoiattolo condividono già il proprio habitat con gli aguti di Azara (Dasyprocta azarae), roditori originari del Sud America.

Le due specie utilizzano prevalentemente livelli diversi dello stesso ambiente.

Le scimmie scoiattolo si muovono tra gli alberi e le strutture sopraelevate, mentre gli aguti trascorrono gran parte del tempo al suolo, dove cercano il cibo.

Questa differenziazione nell’utilizzo dello spazio può facilitare la convivenza tra specie con esigenze e comportamenti differenti, purché siano garantite risorse adeguate e la possibilità di scegliere dove sostare.

Habitat multispecie e benessere animale

La gestione di habitat condivisi richiede un’attenta valutazione della compatibilità tra le specie.

Non è sufficiente che gli animali provengano dalla stessa regione geografica: devono essere considerate le esigenze alimentari, i comportamenti sociali, l’utilizzo dello spazio, le possibilità di accesso alle risorse e le eventuali interazioni competitive.

Secondo il Paignton Zoo, gli habitat multispecie possono rappresentare una forma di arricchimento ambientale, introducendo nuovi stimoli visivi, olfattivi e sonori e favorendo l’esplorazione.

Ogni nuova introduzione viene pianificata e monitorata dal personale zoologico, con particolare attenzione alle condizioni di benessere degli animali.

«È fantastico vedere questi habitat prendere vita e specie diverse iniziare a condividere gli spazi. Per gli animali significa avere nuove opportunità di esplorare, interagire con l’ambiente ed esprimere comportamenti naturali, mentre i visitatori possono osservare la fauna da una prospettiva completamente diversa», spiega Lisa Britton, responsabile delle collezioni zoologiche del Paignton Zoo.

«Ogni introduzione viene pianificata attentamente, mettendo al centro il benessere animale, e siamo molto interessati a osservare come questi habitat continueranno a svilupparsi», aggiunge Britton.

Il monitoraggio è particolarmente importante perché la presenza di altre specie, pur potendo offrire nuove opportunità comportamentali, può anche modificare l’accesso agli spazi e alle risorse.

Per questo motivo, la progettazione deve prevedere ambienti sufficientemente articolati, possibilità di allontanamento e aree nelle quali gli animali possano sottrarsi alle interazioni quando necessario.

I prossimi progetti: gibboni, oranghi e babirussa

Il Paignton Zoo ha annunciato anche ulteriori ipotesi di convivenza multispecie.

Tra i progetti futuri figura la possibilità di introdurre gibboni dal ciuffo (Hylobates pileatus) in un habitat condiviso con gli oranghi del Borneo (Pongo pygmaeus).

Il parco sta inoltre valutando l’inserimento di antilopi nella savana africana e una possibile convivenza tra babirussa e macachi.

Si tratta di progetti ancora in fase di sviluppo, che richiederanno valutazioni specifiche prima di eventuali introduzioni.

L’approccio si basa sull’esperienza maturata da Libéma nella gestione di strutture zoologiche nei Paesi Bassi, dove gli habitat naturalistici e multispecie rappresentano uno degli elementi centrali della progettazione.

Un nuovo modello di osservazione degli animali

Fondato nel 1923, il Paignton Zoo ospita numerose specie animali all’interno di un’area di circa 32 ettari che comprende anche importanti collezioni botaniche.

Il parco partecipa a programmi europei di conservazione e riproduzione delle specie minacciate ed è membro della European Association of Zoos and Aquaria (EAZA).

La progressiva introduzione degli habitat multispecie rappresenta un cambiamento nella progettazione degli spazi zoologici, con l’obiettivo di offrire agli animali ambienti più complessi e ai visitatori maggiori opportunità di comprendere le relazioni tra le specie.

Il successo di queste convivenze dipenderà dal monitoraggio nel tempo e dalla capacità di adattare gli ambienti alle esigenze degli animali coinvolti.

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