Tre capibara al primo check-up veterinario a Zoomarine: controlli direttamente nel loro habitat

Potrebbe interessarti anche:

You see one story on social media. With Zoo Post Weekly, you get them all.

Every Friday at 11:00 a.m., the week's top news from Europe's zoos and aquariums, conservation and biodiversity.

Tre capibara (Hydrochoerus hydrochaeris) ospitati a Zoomarine, in Italia, hanno effettuato il primo check-up medico veterinario direttamente nel loro habitat, a poco più di un mese dall’arrivo dal parco zoologico di Vienna.

I controlli hanno compreso la pesatura, l’auscultazione del cuore e dei polmoni e la verifica delle condizioni delle zampe e della muscolatura.

Le procedure sono state rese possibili attraverso un programma di training sviluppato nelle settimane successive al trasferimento, che permette ai tre animali di partecipare volontariamente alle attività di monitoraggio sanitario.

L’obiettivo è integrare i controlli veterinari nella routine quotidiana, rispettando le caratteristiche comportamentali e le esigenze dei singoli individui.

Il training per i controlli veterinari

I tre capibara, due femmine di due anni e un maschio di tre, hanno trascorso i primi tre giorni in una fase iniziale di ambientamento, prima di essere trasferiti nell’habitat definitivo.

Da quel momento, i keeper e il personale veterinario hanno lavorato per abituarli progressivamente alle procedure di controllo, favorendo una collaborazione volontaria.

«Ognuno ha il proprio carattere e il nostro lavoro consiste nel rispettare i tempi e le esigenze di ciascuno, abituandoli gradualmente alla presenza dei keeper e dei veterinari. In questo modo possiamo effettuare controlli anche molto accurati direttamente nel loro habitat, dalla pesatura all’auscultazione del cuore e dei polmoni, fino alla verifica di zampe e muscolatura», spiega Cristina Pilenga, curatrice di Zoomarine.

Il training veterinario è uno degli strumenti utilizzati nella gestione degli animali sotto cura umana per rendere possibili controlli sanitari regolari attraverso comportamenti appresi e la collaborazione degli individui.

Nel caso dei capibara, questa modalità permette di effettuare alcune valutazioni direttamente nell’ambiente in cui vivono, senza ricorrere necessariamente a spostamenti o contenimenti fisici.

Il monitoraggio comprende anche un piano alimentare specifico per la specie, costituito da fieno, verdure, piccole quantità di frutta e arricchimenti alimentari distribuiti nel corso della giornata.

Due piscine e comportamenti diversi per i tre capibara

Originari del Sud America, i capibara sono i roditori più grandi al mondo e conducono una vita strettamente legata agli ambienti acquatici.

In natura frequentano le rive dei fiumi, le paludi, le zone umide e le praterie periodicamente allagate, utilizzando l’acqua anche come rifugio dai predatori.

Nel loro habitat a Zoomarine, i tre esemplari hanno a disposizione due piscine, una delle quali dotata di una cascata con ricircolo continuo dell’acqua.

Secondo le osservazioni del personale, quest’ultima risulta particolarmente utilizzata dagli animali.

«Hanno a disposizione due piscine, ma quella con la cascata a riciclo continuo è senz’altro la preferita. La femmina più piccola trascorre molto tempo immersa, mentre la più grande alterna i bagni ai pisolini all’ombra. Il maschio, invece, è il più intraprendente», racconta Pilenga.

Le differenze osservate tra i tre individui evidenziano l’importanza di considerare anche le caratteristiche comportamentali individuali nella gestione quotidiana della specie.

Uno studio per comprendere il comportamento in acqua

Proprio il rapporto dei capibara con l’ambiente acquatico è al centro di una ricerca avviata da Openature Foundation, l’ente di ricerca e conservazione di Zoomarine.

Lo studio si propone di analizzare la frequenza e la durata delle immersioni, approfondendo le possibili motivazioni di questi comportamenti.

Per i capibara, l’acqua svolge diverse funzioni: permette di regolare la temperatura corporea, offre protezione dai predatori e rappresenta un elemento centrale nelle attività quotidiane.

L’osservazione sistematica delle immersioni può contribuire a migliorare la conoscenza delle esigenze comportamentali della specie e a fornire indicazioni utili per la gestione degli ambienti zoologici.

Il progetto si inserisce nelle attività di ricerca sviluppate da Openature Foundation, che affiancano il monitoraggio degli animali ospitati a Zoomarine.

Il benessere animale attraverso l’osservazione quotidiana

L’arrivo dei tre capibara si inserisce nell’ampliamento della collezione zoologica di Zoomarine, che comprende attualmente 41 specie animali, secondo quanto comunicato dal parco.

Il primo check-up veterinario rappresenta una delle attività previste dal programma di monitoraggio sanitario, che combina osservazione quotidiana, alimentazione specifica, training e controlli periodici.

La possibilità di effettuare alcune procedure direttamente nell’habitat, con la partecipazione volontaria degli animali, costituisce un elemento importante nella gestione veterinaria della specie.

Il lavoro proseguirà attraverso il monitoraggio delle condizioni fisiche e del comportamento dei tre capibara, insieme alle osservazioni condotte nell’ambito dello studio sulle immersioni.

Su questo argomento:

I vostri commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Storie più popolari